✨Chapter 8✨

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-Giorno! Giorno! Giochiamo insieme!-

Jolyne una volta arrivata si è subito messa a suo agio gironzolando per casa mentre le domestiche sistemavano quella che sarà la sua nuova camera da letto. Sembra che la morte del padre non l'abbia toccata affatto, probabilmente dimenticherà l'avvenimento, dato il possibile trauma subito.
In questo momento la bambina mi sta tirando energicamente il braccio invitandomi a passare del tempo a divertirci assieme. Sapendo di dover studiare per recuperare i due giorni persi, dò un'occhiata veloce ai miei genitori in cerca di approvazione ed essi, seduti ad un tavolo posizionato ad un angolo della sala principale, acconsentono. Suppongo dovrò riprendere domani con almeno il triplo di lavoro da svolgere.
Mi sfilo le scarpe lucide che mi hanno stretto i piedi per anche troppo tempo e faccio salire Jolyne sulla mia schiena, le tengo ferme le gambe sui miei fianchi mentre lei si aggrappa saldamente al mio collo. Inizio a girare e correre a vuoto per la grande stanza facendo ridere a gran voce la piccola, divertita da certi giochi. Cerco di non muovermi in modo troppo brusco o pericoloso per non nuocere a Jolyne, e dopo circa 5 minuti mi fermo, ansimante.

-Ok... Cambiamo gioco Jolyne...-

Una volta fatta scendere dalla mia schiena, notandola stanca, la accompagno nella sua nuova cameretta, finalmente messa in ordine.

-Jolyne, che ne dici se ti riposi un po'? Abbiamo giocato molto, devi essere stanca.-

Ella mi dà ragione e si mette velocemente una delle prime vesti da notte trovate nell'armadio e si rifugia sotto le coperte. Le dò la buonanotte, raccontandole anche una favola, una di quelle tradizionali, per poi percepire il suo respiro pesante, segno che si è addormentata.

Mi rifugio di nuovo nella mia stanza per poi riafferrare velocemente lo zainetto contenente il libro portato via con me dalla villa Joestar riguardante i sogni. Mi accomodo sul mio letto, sotto le calde coperte, e lo sfoglio di nuovo cercando la già visitata espressione, "Violino", per accertarmi che non mi sia sognato tutto. Una volta riletto più e più volte, accertandomi di non leggere le righe sbagliate, cerco di accettare la veridicità di ciò che è scritto. Non riesco ancora a capacitarmi di un peccato del genere... Per di più è impossibile e impensabile un abominio simile.

Però, a pensarci meglio... Guido iniziò a comportarsi in modo strano poco prima che io iniziassi ad avere questi bizzarri sogni... Ora che ci rimugino bene... Sembrava si comportasse come se fossi una qualche bella ragazzina di campagna. No, è impossibile... Guido sa che sono un ragazzo, anche se ho lineamenti femminili... Che il suo cuore si sia rivolto a me per via del mio aspetto da ragazzina? In fondo vige il detto "l'amore è cieco" per questo motivo, giusto? Dev'essere questo... Ma come spiego i miei sogni? Di certo non mi sono infatuato di lui... Che forse mi piaccia qualche suo talento o caratteristica che preferirei sia presente nella donna dei miei sogni? Probabilmente è così... Ne discuterò presto con Guido, sicuramente non è interessato a me, un avvenimento del genere è del tutto innaturale e peccaminoso.

A distogliermi dai miei pensieri, che sarebbero in ogni caso giunti al termine in tempi brevi, è Jolyne, scalza e con i capelli completamente fuori posto intenta a stropicciarsi con forza l'occhio destro.

-Buongiorno Jolyne, già desta?-

-Mhh... Si... È che mi sono svegliata per poter andare in bagno, ma poi mi sono ritrovata senza sonno...-

-Capisco... Vieni qui dai.-

Le faccio spazio sotto le coperte e sorridente si rannicchia accanto a me.

-Cosa stavi leggendo?-

-Oh, questo? Nulla, nulla, era un libro di testo per studiare.-

-Hai del tempo libero per divertirti e tu lo passi studiando? Non con me!-

Le sorrido e le accarezzo i capelli, per poi alzarmi, con un'idea appena balenata nella mia mente.

Apro il cassetto del comodino posto davanti allo specchio appeso al muro e impugno una spazzola e dei nastri. Mi giro verso la bambina, seduta sul letto intenta a osservarmi, e mi avvicino.

-Adesso mi occuperò di questi tuoi capelli ribelli, e lo farò utilizzando il metodo "Giorno Brando".-

Jolyne ride incuriosita e mi dà le spalle, facendo in modo che io abbia pieno dominio sui suoi capelli. Inizio a maneggiarli, intrecciarli e legarli, e in circa mezz'ora li ritengo finalmente pronti. Porto la piccola davanti allo specchio notando la sua espressione sorpresa e di approvazione.

-Sto benissimo, fratellone! Grazie grazie!-

Jolyne mi salta letteralmente addosso, abbracciandomi e facendomi sbilanciare. Ella ora ha solo una parte di capelli sciolti, il ciò che rimane è raccolto in due coucou circondati da delle treccine, con infine due ciocche che cadono delicatamente sui suoi lineamenti paffuti e seguono in modo leggiadro i movimenti della bambina.
Le pettino i capelli lasciati liberi e le sistemo le ciocche frontali, per poi sorriderle e portarla sul luogo dove i miei genitori, anche loro per un giorno liberi da faccende e lavori, stanno giocando a carte. Un quadro completamente nuovo per me, che avrò visto sì e no due o tre volte durante l'intero corso della mia vita.

-Su Jolyne, vai a far vedere ai nostri genitori come ti ho reso bella!-

La piccola annuisce energicamente com'è solita fare e corre, stavolta con le calze che le ho fatto indossare a forza, dirigendosi verso i suoi nuovi genitori.

Angolo autrice
Finalmente l'arco narrativo che racconta l'arrivo di Jolyne è terminato, ora arriveranno le belle cose per Giorno e Guido :3

Secondo voi cosa succederà?
Ditemelo nei commenti e se non lo fate vengo a cercarvi- no ok per ragioni legali quello che ho appena detto è una battuta AHAHAH

Ok no, non so più che dire sorry ._.
Doppio (Vinegar) aggiornamento lol e niente non ho voglia di fare l'outro perché già sono cringe di mio se ci metto anche quella ciao e niente bye luv u all

~Hikaru

Dreams - Giomis (IN REVISIONE)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora