ventidue

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Era venerdì, mancava qualche minuto alla mezzanotte. Inutile dirlo, Ava stava già dormendo da un bel mezzo. Tornata dagli allenamenti, dopo aver dato un'ultima lettura agli schemi per il giorno dopo, pulita e profumata, si era messa nel letto e in tempo due secondi si era addormentata. Fin quando, il suo telefono non aveva iniziato a suonare come non ci fosse un domani, trillando e vibrano vicino a lei. Sbuffando, aveva allungato una mano verso il comodino, decisa a rifiutare la chiamata, anche fosse stato il presidente in persona. Ma, dopo aver letto il nome sullo schermo, prese un respiro profondo e, dopo essersi svegliata leggermente, premette il pulsante verde.

"Pronto?" Tubò, la voce ancora impastata e roca per il sonno che era appena stato interrotto. "Ti ho svegliato?" La voce dall'altro capo del telefono si addolcì, iniziando a sentirsi in colpa. "Si" mugugnò " ma non importa, avevi bisogno di qualcosa?" Tagliò corto. Adorava stare al telefono con lui, ma era stanca, non capiva il motivo di quella chiamata. "Guarda l'ora" la spronò. Ava allontanò un secondo il telefono dall'orecchio per leggere l'orario.

23:59

"Volevo essere il primo" sussurrò. "Ti voglio bene, non voglio immaginare cosa starei facendo ora se non ti avessi conosciuta, spero che passerai il miglior giorno possibile oggi, finalmente sarai adulta" Secondi di silenzio, poi l'ora scattò.

00:00

"Buon compleanno, Aveline" le sussurrò dolcemente.

"Grazie, Fra"

La strada verso il cuore | crytical Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora