quarantotto

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Tre ore dopo, mentre i due dormivano sudati abbracciati l'uno all'altro, Ava si alzò di scatto. "Mh?" Mugugnò Fra, sentendo un calcio arrivargli dritto sulla coscia, mentre lei cercava di tirarsi su. "Che succede" borbottò in un lamento, la vide correre verso la prima porta che vide, fortunatamente si trattava proprio del bagno.

Capendo, si alzò a corsa dietro di lei. Arrivò al suo seguito poco dopo, trovandola accasciata sul water, a vomitare. Dolcemente, le afferrò i crolli, stringendoli in una coda, e le accarezzò la schiena cercando di calmarla. "Dio" Tossì la castana, il disgusto percepibile dal tono di voce. "Meglio?" Le sorrise, aiutandola ad alzarsi. Ava annuì, avvicinandosi al lavandino per sciaquarsi il viso. Francesco frugò un po' nel cassetto vicino, cercando lo spazzolino di riserva che aveva sempre tenuto, per ogni evenienza. Trovato, glielo passò, lasciando che si lavasse i denti.

La aspettò sul letto, accogliendola tra le sue braccia. "Mi dispiace" sospirò, nascondendosi nell'incavo del suo collo come una bambina. "Per aver vomitato? Non è niente di che" ridacchiò, baciandole la fronte in senso di protezione. "No" sbuffò, staccandosi per guardarlo negli occhi. "Mi dispiace di non essere stata abbastanza forte"

"Io ti amo, Ava" le confessò di getto, lasciandola a bocca aperta. Si riprese qualche secondo dopo. "Ti amo anch'io, fra"

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