Bello

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Will addentò affamato un pezzo di pizza al formaggio poi bevve un sorso di pepsi per riscaldarsi un po'. Non faceva troppo freddo quella sera, la primavera si stava avvicinando e pian piano le temperature si stavano alzando.

Il ragazzo se ne stava seduto su una panchina vicino a Central Park, con il cappuccio chino sui capelli biondi e il cartone sulle gambe. In realtà non avrebbe dovuto iniziare a mangiare la pizza senza il suo amico, ma Nico quella sera aveva proprio deciso di fare tardi. Gli aveva mandato un messaggio quella mattina subito dopo scuola, gli aveva chiesto una mano per un compito di matematica e il ragazzo aveva risposto con un semplice "d'accordo, ci vediamo dopo" che si era frettolosamente trasformato in un "d'accordo ci vediamo a cena".

E così il ragazzo lo stava aspettando da ore interminabili. Diede uno sguardo all'orologio e si rese conto che erano le sette, di lì a poco sarebbe dovuto tornare a casa se non voleva che sua madre lo facesse fuori, ma il vero problema era che non voleva andar via senza averlo prima visto.

E, come richiamato dalla sua mente, lo vide sbucare all'improvviso dall'angolo e lo riconobbe subito per l'andamento lento e dondolante: portava il suo solito giubbotto da aviatore, la testa china e ricurva nella pelliccia del giubbotto, i capelli coprivano gli occhi scuri e la pelle chiara, le mani erano dentro le tasche.

Raggiunse Will quando lui stava addentando il secondo pezzo di pizza. :-alla buon ola!-: esclamò con la bocca piena. Nico sollevò leggermente lo sguardo per rivolgergli un ghigno divertito, poi sbuffò, sollevando il ciuffo dei suoi lunghi capelli, sedendosi a peso morto accanto a lui.

:-non potevi scegliere un altro posto per mangiarti la pizza?!-: commentò sarcastico.

:-sì, lo so-: fece quello sollevando gli occhi al cielo :-è un po' buio-:

:-io ti avrei proposto un posto più comodo-: puntualizzò il ragazzo. Will si lasciò scappare una risatina, poi passò gli passò la pizza.

:-oh, ma andiamo!-: protestò visibilmente innervosito Nico e Will, non capendo da cosa fosse provocato quel suo scatto, lo osservò con lo scatolo ancora in mano e uno sguardo confuso :-chi è che mette così tanto formaggio su una pizza-: Will strabuzzò gli occhi da fuori.

:-la pizza senza formaggio non è pizza!-: precisò addentando un pezzo.

:-la pizza senza formaggio è pizza!-: ribadì Nico afferrandone un pezzo. Will volle protestare, poi però sollevò le spalle indifferente e si arrese, posando la schiena sulla panchina dietro di lui e mangiando con calma.

I due rimasero un po' in silenzio, interrotti dal tenue soffio del vento e dal rumore della città che si stava addormentando. C'era molto traffico, le macchina schiamazzavano per strada, i loro clacson risuonavano per tutte le strade, i semafori erano bloccati, molta gente in bicicletta e a piedi attraversava la città per andare da una parte all'altra. Nico e Will osservavano tutto seduti sulla loro panchina.

:-sei stato bravo, l'altro giorno agli allenamenti-: fece ad un tratto Nico attirando l'attenzione di Will; il ragazzo si voltò ad osservarlo per qualche minuto disorientato, prima di comprendere le sue parole e annuire.

:-oh, certo!-: fece :-sì, beh, non sono chissà quanto bravo in attacco, me la cavo meglio in difesa-: Nico scosse la testa contrariato.

:-ma sei svelto e veloce, e queste sono caratteristiche che vanno a tuo vantaggio-: commentò addentando un altro pezzo di pizza. Will si voltò a guardarlo con un sopracciglio alzato: non aveva idea che Nico fosse esperto di football fino a quel punto, a dir la verità non aveva idea che Nico fosse esperto di football e basta, per quel motivo quelle parole lo colpirono profondamente.

ℙ𝕖𝕣𝕔𝕪 𝕁𝕒𝕔𝕜𝕤𝕠𝕟: 𝕚 𝕗𝕖𝕖𝕝 𝕝𝕚𝕜𝕖 𝕪𝕠𝕦Where stories live. Discover now