The colour of my love

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Nella mia vita, non ho mai dovuto riflettere sul perché delle cose. 

Tutto quello che desideravo, mi si presentava davanti agli occhi ancora prima che aprissi bocca.

Ero viziato, eccome se lo ero, ottenevo qualsiasi cosa, tutto pur di farmi star buono...

Mio padre d'altro canto, era sempre impegnato con i suoi affari, le cene di lavoro, magari pure con qualche sveltina con la segretaria di turno.

L'eccesso eccitava, pompava il sangue nelle vene, ti faceva perdere il controllo, i soldi poi... Tutt'altra questione.

La smania di potere, il lusso, le persone accanto, ti facevano sentire importante, ben voluto, accettato dai tuoi simili.

Ombre che opprimevano la tua esistenza, dei parassiti che ti risucchiavano la forza vitale, fino a renderti monotono, parte del sistema, quello che segue la massa.

Ecco perché ero scappato via di casa, quel mondo, quei volti, non facevano per me.

E adesso col cuore in gola, mentre mi trovavo a poca distanza dalla persona che in meno di un mese mi aveva rapito l'anima, mi resi conto che in realtà tutto quello che avevo avuto, fosse stata tutta un'illusione.

L'amavo?

Come facevo a saperlo? Non ne avevo la più pallida idea. Forse era ancora presto per dirlo, ma di certo una cosa la sapevo, lei mi aveva cambiato più di qualsiasi altra cosa.

"Michelle": sussurrai il suo nome puntando il mio sguardo dritto sui suoi occhi verdi.

"Lo so, ne hai passate tante, hai sofferto, hai perso molte cose, molte persone. Però... Ti chiedo di darmi un'opportunità": cominciai io, allungando una mano verso il suo viso per accarezzarle la gota un poco arrossata.

"Forse non sarò perfetto... Ma dopotutto chi lo è? Sono consapevole di avere tanti difetti, di non dare mai retta a nessuno, di essere orgoglioso, lo so dannazione... Ma questo non è il punto. Il punto è che io sento di poter avere qualcosa con te, me lo sento dentro una connessione, un qualcosa che ci attrae come se fossimo fatti l'uno per l'altra, e forse non sarò bravo con le parole e a spiegarti quello che provo, ma penso di potertelo dimostrare... Allora, cosa ne dici?": confessai io avvicinandomi ancora di più alla sua esile figura.

E la voce un poco tremava, e furioso il cuore batteva, le mani sudavano ma non me ne importava, l'unica cosa in grado di scompormi era lei, con quei capelli ribelli mossi dal vento, con le sue gemme preziose, con la sua audacia e con la sua tenerezza.

Sospirando, con un piccolo sorriso dipintole sulle labbra, anche lei fece un passo verso di me. Guardandomi con quei due occhioni da cerbiatta e con qualcosa che paragonerei alla malizia, bisbigliò al mio orecchio : "Mostrami quello che sai fare e poi vedremo".

Ridendo di gusto, annullai lo spazio di troppo, sfiorando la sua pelle delicata con le mie labbra, baciandole la fronte, le guance, il suo nasetto alla francese, la mandibola...

Tempestandola di piccoli bacetti la feci ridere come non l'avevo mai vista fare prima, e la cosa mi riempì il cuore di gioia, perché sfidavo chiunque a far sorridere di cuore la ragazza dei propri desideri, la nostra lei, la nostra metà.

"Sei una peste": si lamentò la motociclista allacciando le sue braccia intorno al mio collo, iniziando ad intrufolare le sue dita tra i miei capelli dorati.

"E tu invece mi fai impazzire": ribattei io abbracciando i suoi fianchi, facendo scontrare i nostri petti in una di quelle strette che valevano più di quanto le parole potessero esprimere.

"Prometti di non lasciarmi": sussurrò lei facendosi piccola piccola, nascondendo il capo contro  il mio torace, mostrandomi la vera sé stessa, una Michelle vulnerabile.

Ed era questo che adoravo di lei.

Sapeva essere una dura, forte e coraggiosa donna, ma allo stesso tempo, una dolce ed indifesa ragazza.

Ed io ti avrei protetto in tutti i modi possibili ed immaginabili, avrei vegliato su di te e scacciato i tuoi demoni. 

E anche se non facevo promesse perché ero sicuro che queste venivano create per essere spezzate, io ti avrei giurato quello che tu desideravi con tutta te stessa.

Perché mai al mondo mi sarei fatto scappare una come te.

"Te lo prometto": dissi io, attirando la sua faccia per marchiare le sue labbra con le mie, mischiando i nostri sapori, infondendo un po' di speranza in lei, dimostrandole quanto ci tenessi davvero.

"Grazie Flynn, grazie": replicò Michelle con voce incrinata stringendomi a sua volta per poi allontanarsi un poco per ricomporsi.

"Allora vogliamo entrare?": domandò lei imbarazzata arrossendo di nuovo.

Afferrando la sua piccola mano con la mia, intrecciai le nostre dita e m'incamminai verso l'entrata.

Una volta dentro, notammo tutti e due come fosse pieno di gente, tutte giovani coppie che si muovevano a ritmo di musica, con i sorrisi stampati in faccia.

"Mi concede questo ballo?": le chiesi io con fare teatrale, ammiccandole, strappandole così un altro sorriso.

"Come desidera": rispose lei imitandomi, dirigendosi poi verso la pista da ballo.

Seguendola in mezzo alla folla, ad un certo punto sentii cambiare canzone in un lento, proprio quello che faceva al caso mio.

Avvicinandomi, posai le mie mani sui suoi fianchi e lei fece lo stesso con le sue attorno al mio collo.

"Non mi sono mai sentito così spensierato in tutta la mia vita": ammisi io poggiando la testa sulla sua spalla, lasciandole un bacio sulla gola facendola rabbrividire un poco.

"Lo stesso vale per me": disse lei sincera, accarezzandomi una guancia amorevolmente, ed io sciogliendomi completamente al suo tocco, cominciai a strofinare il mio viso contro la sua mano, un po' come fanno i gatti.

"Non ti facevo così carino e coccoloso".

"Ti avverto già, io sono un caso disperato, sempre alla ricerca costante d'affetto quindi se cominci già a rovinarmi così, non venire a lamentarti dopo": borbottai io sfiorando delicatamente i suoi fianchi con dei piccoli cerchi immaginari.

"Va bene micetto mio": affermò Michelle con un ghigno stampatole in volto per poi tornare seria.

"Non ti manca casa": domandò lei spaesata facendosi assalire dai dubbi.

"No, e sai il perché?": chiesi io di rimando aspettando una sua risposta.

"No".

"Penso di averla trovata qui".

"Non capisco-": cominciò lei perplessa ma la interruppi : "-tu sei casa".

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Ciaooooo!!!

Scusate per l'immenso ritardo ahah, ma rieccomi qua con un nuovo capitolo.

Che ne dite?

Se son rose fioriranno no? XD

Buone feste a tutti quanti comunque, abbuffatevi di cioccolata e divertitevi <3<3

CAM.




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