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Il sole splendeva su Scampia e, come sempre accadeva in estate, Zayn non aveva voglia di svegliarsi.

"Maronna e comme fa cavero, chesta mattina" si pronunciò una donna sulla quarantina, alta il giusto e con lunghi capelli mori a ricoprirle le spalle "Scetati, ci sta chillu uaglione ca' te va cercando." continuò rivolgendosi al figlio, stravaccato sul suo letto, il lenzuolo ai piedi di esso, stava praticamente dormendo sul materasso con la testa affondata nel cuscino, nemmeno un cenno ad alzarsi. "Strascinato, ja ca' teng fatto o' cafè." aprì le finestre, rischiarando quella stanza intrisa dal buio e la puzza di chiuso, o di canne, alcool, Trisha non voleva davvero sapere cosa facesse suo figlio lì dentro.

Zayn si stiracchiò, con gli occhi che gli pizzicavano, assottigliando lo sguardo in direzione di sua madre. "Chi è che mi cerca? " si rimise in piedi, traballando e inciampando quasi nell'ammasso di camicie e jeans accanto al suo letto, doveva sul serio mettere un po' di ordine, ma era sempre stanco negli ultimi tempi e, pa' maronna , faceva davvero troppo caldo, quel caldo afoso che caratterizzava luglio.

«"Non me ricordo il nome. Chillu femminéllo..."

"Louis?" domandò, accendendosi una sigaretta.

La donna scosse la testa. "No, quell'altro."

"Harry?"

"None." Alzò gli occhi al cielo "Ma quanti amici ricchiun tieni?"

In effetti... pensò, sorridendo appena. "Quindi Liam? Quello che si è trasferito da Milano?"

"Eh brav, chill!" annuì. "Chill te vo' ben...sient a me." Annunciò fiera di se stessa, sorridendo in un modo che Zayn trovò quasi spaventoso, lei sapeva ovviamente dell'orientamento sessuale del figlio e mai si era fatta problemi al riguardo, nessuna tragedia, mai si era scomposta più di tanto, perché negare l'amore? A lei bastava vedere suo figlio di cui tanto si vantava, felice.

Zayn alzò le spalle decidendo di sviare la domanda. "E quindi se n'è andato?"

"Mi ha lasciato detto che veniva oggi pomeriggio, te vulev parlà nu poco."

Cosa voleva dirgli? Sapeva che non si era comportato nel migliore dei modi negli ultimi tempi, il più delle volte lo evitava senza reale motivo, non riuscendo a tenere a pieno un contatto visivo e fisico per più di pochi secondi. La verità era che sì gli piaceva ed anche tanto, ma non capiva bene le intenzioni dell'altro. Più che altro non riusciva a capire il rapporto che c'era tra Liam e Niall, nonostante quest'ultimo avesse ripetuto più volte di essere etero, boh non lo convinceva. Ed invece di affrontare le situazioni, si rinchiudeva in se stesso e lasciava che il tempo trascorresse senza fare niente di costruttivo. Voleva conquistare Liam, lo voleva sul serio, ma non desiderava essere rifiutato. Beh chi era, o fess che voleva essere rifiutato alla fine? Nessuno, non era né migliore né peggiore degli altri. Stava nel mezzo. Liam nemmeno gli era di aiuto dato che ad ogni sua mossa, vano tentativo di avvicinarsi, si tirava indietro come se avesse paura di qualcosa che Zayn, davvero, non lo capiva. E dato che tra i due i più testardi era lui, gli teneva distanza. "va bbuono, mà"

"Che succede a mammà?"

"Niente.."

La madre lo guardò dritto negli occhi cercando di estorcergli il pensiero dalla mente come solo una madre sa fare. "Secondo me te si nnamurato. O no?"

Inarcò il sopracciglio, facendo un'espressione alquanto buffa. "Boh."

"Fossi in te, ce scrivesse na canzona."

In quel preciso istante non diede davvero retta alle parole di sua madre, ma poi con il passare delle ore iniziò a pensarci sul serio.

Scrivere una canzone...

Scivola quel jeans.»  Ziam MayneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora