149~ Ditching Dates

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Hannah POV

"Allora...stasera usciamo a cena?" Mi chiede Martijn vedendomi messaggiare di continuo con mio cugino e la mia comare al contempo, mentre sono ancora in accappatoio dopo il bagno.

"Non lo so Marty, Rafael mi sembra più in modalità 'levatevi dal cazzo'"

"Beh meglio per loro in realtà. Notare che non abbiamo dovuto fare niente per far stare assieme quei due" dice finendo di asciugarsi prima di mettere le mutande pulite.

"Ti faccio notare che ho trascinato Raf qui. Altro che spintarella, l'ho chiuso in gabbia con la sua rovina praticamente" puntualizzo io.

"Madonna, addirittura una rovina?! Ah no beh quando Jasmine si mette a rompere le palle in effetti..."

"Vedo che inizi a capire"

Martijn si mette a ridere e comincia a rivestirsi in vista della nostra cenetta in solitaria. Oggi siamo letteralmente tutti fuori per cena, dai genitori di Martijn, a Laura, ai due qui sotto.

"Nana, e se stessimo a casa?" Mi propone, appena prima che iniziassi ad infilare gli abiti belli per uscire.

"Oh guarda per me va benissimo" dico buttando in valigia ciò che stavo per indossare.

"Perché sai... mi è venuta un'improvvisa voglia di carne alla griglia. E non c'è posto che la faccia buona come la tua" dice cercando di fare una faccia dolce.

"Sei veramente un leccaculo, ma accolgo la proposta. Andiamo a comprare la carne allora!"

Stracciata l'idea della cena fuori di cui non avevo la benché minima voglia (ed evidentemente neanche Marty), mettiamo quindi dei vestiti più consoni e usciamo di casa per scendere al supermercato.

In ascensore inizio a contemplare l'orrenda abbinata di colori che sto sfoggiando, con pantaloni della tuta rosa e felpa verde bottiglia.
Cosa avevo in testa?

In realtà Marty è come sempre un gran figo, e a confronto mi sento uno straccio! È colpa di questo look total black (mascherina compresa), e per giunta tutto leggermente attillato.

"Che tipo di carne vorresti?" Gli chiedo mentre attraversiamo le varie corsie per arrivare al banco della macelleria.

"La cuoca sei tu, mi fido di te dolcezza"

Arrivati al banco, chiedo al macellaio una baffa di costine, due salsicce e un pezzo di controfiletto.
Poi come contorno faremo patate, fagiolini alla piastra e magari un po' di melanzane che ho visto già in frigo.

"Le prendiamo due birre?" Propone lui vedendole da lontano.

"A testa suppongo..."

"Sei proprio la mia ragazza, eh già" esclama ridendo mentre mi trascina nella corsia degli alcolici. Quattro birre e una bottiglia di gin dopo andiamo a pagare, e finalmente riesco prontamente a strisciare la mia carta (in realtà per mezzo del telefono) prima che Marty si accorga che la cassiera ha terminato di passare le cose.

Paga sempre lui, non è giusto. Io non posso permettermi certi lussi ma quel che è dovuto è dovuto.

Silenziosamente rientriamo alla porta accanto e prendiamo l'ascensore.

"Amore sono quasi cento euro, non dovevi..." riflette lui a voce alta.

"Martijn non pago niente da tre mesi. Mangio gratis da eoni. Non è giusto.
Per piacere, è il minimo"

Rientrati in casa la discussione smette subito, soprattutto per la presenza dei signori Garritsen, pronti per uscire davanti alla porta.

"Ma non dovevate uscire a cena voi due?"

"Ha vinto la pigrizia" ammetto io, mostrando la busta della spesa.

"No. Ha vinto la mia gola" esclama Martijn andando fuori ad accedere il barbecue.

Karin lo guarda assorta per qualche secondo, per poi ridere della sua affermazione.
"Beh con quello che gli cucini direi proprio che ha vinto. Allora buona serata, noi andiamo"

"Buona serata Karin e Gerard, chiudo la porta dietro di voi"

"Va bene cara, grazie"

Salutati i suoi genitori chiudo la porta a chiave e vado ad aiutare Marty a preparare la cena. È strano stare soli io e lui, è da una vita che non abbiamo un po' di privacy.
Inoltre non abbiamo mai cucinato da soli a casa sua, e tutto questo spazio a disposizione per me è veramente insolito.

Ero tranquilla e spensierata a tagliare le verdure quando inizio a sentire della musica riprodotta in sottofondo. Qualche istante dopo il volume cresce improvvisamente, stabilizzandosi su un livello medio.

Vedo Martijn scendere le scale con un sorrisetto sulle labbra e il vino che avevamo lasciato in bagno.
"Non vorrai mica avanzarlo..." sussurra nel mio orecchio prima di posare la bottiglia sul bancone per poi cingermi la vita.

"Mi stai dando dell'ubriacona!?" Chiedo retoricamente voltando lo sguardo verso il suo viso, che prende posto sulla mia spalla destra.

"Forse" conferma dandomi un bacio.

Stringe ancora un po' il suo abbraccio e mi guarda mentre finisco di tagliare le verdure per stasera, stampandomi un bacio sul collo di tanto in tanto.

"Hey crostatina..."

"Dimmi" rispondo ridendo per il soprannome.

"Non faccio altro che pensare a prima amore mio"

"Ah davvero? Esattamente quale parte del bagno caldo?"

"Quella per cui io non ho ricambiato"

"Segnatelo per la prossima volta, mi raccomando eh. Sarebbe una mancanza gravissima" dico ironicamente.

"Brava, questo è lo spirito giusto" dice sciogliendo l'abbraccio e dandomi una pacca sul sedere.

Forse abbiamo bisogno di più momenti da soli, perché Martijn si sta completamente lasciando andare agli ormoni.
Io col ciclo forse sono peggio di lui, quindi lasciamo perdere.

Ho finito di tagliare le verdure, quindi le porto vicino alla griglia direttamente sul tagliere. Martijn sta accendendo le luci esterne per permetterci di vedere dove camminiamo, e penso che finiremo per mangiare davanti alla griglia.

"Marty, dove hai messo la carne?" Chiedo non vedendola appoggiata da nessuna parte.

"È nel frigo sotto al lavandino, guardami... è lì!" Dice indicandomi lo sportello della cucina esterna mentre è in piedi su una sedia per collegare la corrente delle luci d'atmosfera sopra alla pergola.

Mamma mia quanto sta bene in nero, non smetterò mai di dirlo. Soprattutto ora, che mi sta dando le spalle mentre cerca di mantenere l'equilibrio appoggiando un piede sul divano e uno sulla sedia: tra le spalle via via sempre più scolpite dalla palestra e il sedere incorniciato dai pantaloni, non saprei che scegliere.

"Ah! Eccoci qui!" Esclama appena vede accese tutte le lucine decorative intrecciate sulla struttura.

"Che bello Marty!" Esclamo presa dell'atmosfera romantica che si sta creando.

"Io oppure il terrazzo?"

"Guarda, se stai fermo così col culo in bella mostra potrei anche rispondere 'tu'"

"Ushhh, deliziosa come sempre mon amour"

Tenendosi al montante del pergolato, Marty si allunga coi piedi verso la sedia per riuscire a scendere, ma nel passaggio dal divano questa si ribalta, lasciandolo senza alcun appoggio.

"Marty, mi raccomando cerca di farti male eh"

"Ah no no guarda, sto facendo le trazioni... trentasette, trentotto, trentanove..."

Che idiota.

Eh però che spalle d'acciaio...

Ormoni...
Gli rimetto la sedia sotto ai piedi e lo aiuto a scendere tenendolo dai fianchi.

"Senti bel culetto... che dici se iniziamo a cucinare?" Chiedo schiaffeggiandogli il sedere.

"Cibo, yes!"

ENDLESS ~Martin GarrixOnde histórias criam vida. Descubra agora