꧁ 𝔼𝕡𝕚𝕝𝕠𝕘𝕠 ꧂

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C’è una gran confusione al campus universitario quel giorno, le voci concitate e allegre degli studenti riempiono la hall dei dormitori e riecheggiano fino alla stanza di Henry al terzo piano. Scatoloni semi aperti sono sparpagliati sul pavimento e appoggiati sul letto, i suoi libri preferiti sono tutti impilati in ordine sulla cassapanca e Pez è intento a piegare gli abiti che andranno messi nei borsoni da viaggio. È la fine dell'anno scolastico e tutti loro stanno per tornare a casa per godersi le vacanze estive. Henry ancora stenta a credere di aver terminato il primo anno di college senza particolari incidenti o crisi esistenziali. Beh, se si esclude il tornado che è Alexander Claremont-Diaz, il suo ragazzo. A quel pensiero un piccolo sorrisetto incurva gli angoli della sua bocca ed Henry deve attingere a tutta la sua forza di volontà per non permettere alla sua mente di perdersi nei ricordi di ogni singolo momento trascorso con Alex. Se solo indulge in quei pensieri, sa che non riuscirà a finire di imballare tutto per tempo e a Pez verrà un’emicrania. E nessuno vuole assistere a quella scena, il suo migliore amico sa essere fastidioso come un enorme bastone dritto su per il sedere quando ci si mette. Il suono di Alejandro di Lady Gaga risuona improvvisamente nella stanza ed Henry sente Pez sghignazzare piano alle sue spalle.

«Fottiti, tesoro.» Gli risponde con tono forzatamente zuccheroso, accettando la chiamata. Il suo migliore amico ride apertamente in tutta risposta ed Henry appallottola un calzino pulito per lanciarglielo addosso.

«È un invito, cariño?» La voce di Alex risuona divertita dall’altro capo del telefono, Henry può immaginare il ghigno farsi strada sul volto, le fossette ben visibili sulle guance ispide di barba e i riccioli ribelli sulla fronte.

«Alex.» Esclama con tono imbarazzato e supplichevole. «Dì a Percy di smetterla di prendermi in giro per la suoneria personalizzata che ho scelto per te.» Aggiunge poi con un leggero broncio che il suo ragazzo non può vedere di persona.

«Percy Okonjo», inizia a dire Alex con tono fintamente indignato. «Come osi prendere in giro Henry senza di me?» Conclude scoppiando a ridere nell’esatto momento in cui una nuova ondata di risate travolge anche Pez.

«Vi odio entrambi.» Borbotta Henry fingendo di ignorarli, in realtà invece cerca di nascondere il sogghigno che fa capolino sulle sue labbra. Pez e Alex sono diventati una sorta di duo per i diritti dei più bisognosi e spesso Henry li osserva, genuinamente rapito, mentre parlano con interesse di argomenti e leggi che potrebbero essere utili per fare davvero la differenza. È in quelle occasioni che si rende conto di quanto in pochi mesi la sua vita sia davvero cambiata. In meglio. Vedere due delle persone più importanti della sua vita andare così d’accordo è qualcosa che lo rende estremamente felice e orgoglioso. Se solo i suoi due cretini preferiti non si alleassero contro di lui per stuzzicarlo. Pensa, scuotendo il capo, ormai rassegnato.

«Baby..» Alex sussurra dall’altro capo del telefono e a quel nome il cuore di Henry salta un battito come se fosse la prima volta. Le sue spalle si rilassano, la sua malinconia nel dover lasciare quel posto diventato familiare per lui si attenua e sulle sue gote si fa spazio un quasi impercettibile rossore.

«Si, amore della mia vita?» Gli risponde a tono, sedendosi a gambe incrociate sul parquet lucido mentre Pez gli passa gli effetti personali da riporre nel borsone.

«Preparati ad essere rapito, ho una sorpresa per te. Ti amo.» È la risposta criptica di Alex prima che la chiamata si disconnetta. Henry osserva perplesso il display e poi solleva lo sguardo verso Pez in cerca di un’illuminazione, ma quest’ultimo scrolla le spalle e solleva le mani in segno di resa.

«Non guardarmi così, principessa. Zia Pezza non ha idea di cosa stia architettando il tuo ragazzo.» Constata, stendendosi a peso morto sul lato di materasso lasciato sgombro. «L’ultima volta che mi ha chiesto un consiglio per sorprenderti io gli ho suggerito boxer di seta che starebbero da dio su quel suo culo sod–»

Sincerely, yours Where stories live. Discover now