My dependence

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Oggi *zanzanzaaaan* niente compiti, perciò sono riuscita a scrivere il capitolo, e l'ho fatto semisdraiata sul divano a mangiare schifezze e ad ascoltare i mychem. Fiko, sì.

Nulla, volevo dirvi che ho conosciuto alcune di voi su twitter e aww mi ha fatto troppo piacere (ciao Ilaaa), siete tutte dolcissime e vi amo e vi stalkero tbh <3<3

Detto questo, vi lascio al capitolo che ho già scocciato abbastanza, mi scuso se questi ultimi sono risultati un po' monotoni ma tra un po' la situazione si movimenterà...e parecchio, anche (e forse scorreranno lacrime...)ew.

Buona lettura

M.

CAPITOLO 15 - MY DEPENDENCE

FRANK

"Caro Frank,

sono andato a stare con Lynz. Mamma è ricoverata in un ospizio a tempo indeterminato, e il parente più vicino è soltanto quella donna con cui non vorrei avere niente a che fare. E invece devo sopportarla giorno e notte, sentire i suoi scleri quando parla del bambino nella sua pancia, quando si lamenta di avere nausea e vomito e altre cose da donna che non capirò mai.

Non ho ancora scritto a Gerard, sai? Non voglio farlo. Perché se davvero ci tiene a me può scrivermi lui, e perchè se magari gli scrivessi e poi non ricevessi risposta... beh, sai che non potrei sopportarlo. Né tu né io potremmo sopportarlo, e mi sento abbastanza grande e maturo da immaginare che nemmeno tu gli hai ancora scritto, non è così?

Sì, è così.

La scuola va bene. Lynz mi sta mandando a ripetizione da una ragazza che conosce, e sta pagando tutto di tasca sua. Forse è l'unica cosa buona che ha fatto fino ad ora.

Ieri ho preso una B in chimica, e mi sento abbastanza orgoglioso. Il professore credeva che avessi copiato e mi ha tipo guardato malissimo, ma Frank ti giuro che ho fatto tutto da solo, sono rimasto sveglio fino a tarda sera a studiare per quel fottuto test.

Mi mancate tanto. Tu e Gerard, indistintamente. Siete gli unici due punti di riferimento rimasti nella mia vita, e come si può avere dei punti di riferimento se sono entrambi lontani chilometri da te?

Lynz mi sta chiamando di sotto. Probabilmente vuole che prepari la tavola o la aiuti a raggiungere qualche mensola in alto. Mi sa che devo proprio andare.

Non so quando ti arriverà questa lettera, mi sono fatto dare il tuo indirizzo in Italia da Gerard prima che partisse, perciò spero che la riceverai.

Ti voglio bene, Frank.

Mikey

Ps. Credi davvero che dovrei scrivere a Gerard?

Ps2. (non so se si può usare un post scriptum 2 ma lo metto lo stesso, domani chiedo alla prof di grammatica) Ho trovato un gattino mentre tornavo da scuola. Lynz lo ha fatto vaccinare e io l'ho chiamato Gee. È carinissimo, nella busta trovi anche una sua foto.

Stringo per qualche minuto la lettera di Mikey contro il petto, respirando piano. È scritta con la sua calligrafia piccolissima e quasi illeggibile, molto simile a quella del fratello, e le sue parole sono quelle di un adolescente innocente che vuole imitare l'atteggiamento disinvolto dei grandi, così piene di tenerezza e ingenuità da far commuovere.

Tiro fuori la foto presente nella busta e la osservo. C'è Mikey seduto a terra sul tappeto, a gambe incrociate, e in braccio ha questo piccolo gattino tigrato dagli occhi pigri e stanchi, che fissa l'obiettivo come se si chiedesse cosa ci fa lì. Mikey ha lo sguardo assorto, quasi distratto, come suo solito. Non è mai stato fotogenico, e nelle foto è sempre apparso imbronciato o con gli occhi accidentalmente chiusi.

Destroy MeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora