|| memory ||

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Karma's pov

Dopo l'ennesimo controllo in quella camera, ebbi libero accesso al corridoio e alle altre sale di quel luogo ignoto. Non sapevo neanche io perché fossi lì, ma ci stavo male. L'aria in quella stanza era pesante e rarefatta, sentivo come se le pareti potessero schiacciarmi da un momento all'altro.


Mi feci accompagnare da una gentile infermiera alla mensa, dato che oramai il mio stomaco faceva così male dalla fame che avevo. L'infermiera sembrava piuttosto giovane e indossava un'ampia gonna biancastra, mentre sottostante vi erano delle calze perlacee, rette in modo ordinato da un reggicalze vellutato. I capelli bronzei raccolti in uno chignon, accompagnato dai suoi movimenti leggiadri.


Mi sembrava una di quelle infermiere messe lì per farsi vedere dagli uomini ma ora non mi viene il termine corretto.. le puttane ecco. Sembrava una perfetta discendente di Bitch-sensei, tralasciando il fatto che il suo seno si intravedeva con il microscopio.


Scostò la porta di legno bianco, dove si scorgeva l'ampia mensa. Puntualmente, un cespuglio di capelli celesti erano seduti al mio tavolo. Non ci avrei scommesso che Nagisa si trovasse lì ad aspettarmi.


Feci un cenno alla ragazza dietro di me che poteva andarsene, e lei fece come detto, con una corsetta delicata. Mi trascinai al mio tavolo, dove mi aspettava il celeste.


writer pov 

Il più basso stava attendendo l'altro facendo ciondolare una gamba, sottostante al tavolo. Posava il mento delicato fra i palmi delle soffici mani, picchiettando la sua guancia con l'indice. Gli occhioni celesti si spostavano furtivi da una direzione all'altra, osservando un punto non preciso in quella sala. I suoi capelli color cielo si erano arenati tutti quanti sopra la sua spalla, e le punte erano volte in diverse direzioni. Stranamente, il celeste in questi giorni teneva maggiormente i lunghi capelli sciolti.


Karma si avvicinò nella direzione Nagisa, per mettere qualcosa sotto i denti. Appena sentì la sua presenza, il più piccolo alzò lo sguardo, cercando quello del rosso. Appena lo riconobbe, si scambiarono un sorriso a trentadue denti.


Il più alto si sedette sulla sedia di metallo verde smeraldo ed il più basso corse ad aiutarlo.


La cameriera accorse subito, e portò il pasto ai due.


Nel mentre sorseggiava la calda minestra, il rosso si mise a riflettere, appoggiando la guancia sul palmo della mano.


Perché era così malridotto?

Perché non riusciva a fare le cose da solo?

Perché aveva un costante bisogno di aiuto?

Come c'era finito ridotto in questo stato?


A tutte queste domande non si intravide nemmeno l'ombra di una sola risposta, non si scorgeva nemmeno da lontano.


L'appetito svanì subito dopo i primi sorsi di quella minestra che non era mangiabile di suo, un nodo allo stomaco il rosso sentiva in quel momento.


Fortunatamente, il celeste non aveva notato l'espressione dell'altro, e di conseguenza non aveva idea di come si sentisse. Appena il più basso alzò il capo, intravide lo sguardo del più alto, e lasciò cadere delicatamente il cucchiaio sul tovagliolo di carta.


''Karma, tutto bene?''


Era sbiancato il rosso, e quest'ultimo non se ne accorse neanche. Fissava il tavolo levigato e rifletteva, cercando una risposta a tutte quelle domande che gli corrodevano la mente.


Tutto il suo malessere ronzava attorno a quel ricordo.

⋰⋰illusion⋱⋱ ⇨karmagisa⇦Место, где живут истории. Откройте их для себя