CAPITOLO 18

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Buonasera! Eccomi qui con il capitolo 18!

È mio dovere avvertirvi che si tratta di un capitolo molto forte, se siete facilmente impressionabili non lo leggete, almeno non a quest'ora. Mentre il capitolo precedente, vi ha disturbato positivamente (mi sono scompisciato con i commenti), questo potrebbe disturbarvi in senso negativo. Persino a me ha fatto venire la pelle d'oca, a tratti lo associo alla scena del proiettore in IT. Senza anticipare più di tanto, si parla di sedute spiritiche.

Ad ogni modo, buona lettura!

copyright © radstereo

I miei genitori non mi hanno più messo in imbarazzo per Jack dopo quel giorno. No, ogni volta che Jack veniva a trovarmi, loro insistevano affinché lasciassi la porta spalancata, e se non l'avessi fatto, loro avrebbero fatto irruzione in camera mia senza preavviso.

Un giorno di questi, stavo giocando a Mario Kart con Jack nella mia stanza, e avevo dimenticato di lasciare la porta aperta. Stavamo giocando a Rainbow Road, che era il quadro in cui sono più forte; e quello in cui Jack era più scarso. Ovviamente stava perdendo, e quando ho tamponato la sua macchina, mandandola fuori pista, lui ha buttato a terra il suo joystick e ha urlato con quanto fiato aveva in gola, "Finn! Ti prego!"

Credo che i miei genitori abbiano mal interpretato la situazione, perché all'improvviso la porta della mia stanza è stata spalancata fino a farla sbattere contro il muro, rivelando sulla soglia mia madre con uno sguardo furioso. La sua espressione si addolcì quando si rese conto che io e Jack stavamo semplicemente giocando con i videogiochi, invece di tutto quello che aveva pensato.

Era meglio per me che lasciassi la porta aperta, e alla fine i miei genitori ne furono grati.

Ma oggi, me ne stavo seduto da solo nella mia stanza, guardando un canale crime, dove si parlava di una donna che era stata assassinata dal marito, quando sentii bussare alla mia porta, che poteva rimanere chiusa visto che ero da solo.

"Avanti" dissi, silenziando la TV e rivolgendo lo sguardo alla porta, dove ora c'era mio padre.

"Ti dispiacerebbe rimanere solo in casa questa sera?" chiese, appoggiato al muro. Io feci spallucce.

"Intendi per la notte?" chiesi a mia volta, e lui annuì. "Per me va bene."

"Tua madre ed io andiamo alla partita stasera" spiegò" solo che finisce troppo tardi per tornare a casa in macchina, quindi abbiamo pensato di prenotare una stanza e dormire fuori."

Io annuii. "Ok."

Lui sorrise e mi salutò, e poi partirono – abbastanza presto per evitare di trovare code, ovviamente, e per quanto credo che non avessi il permesso di far venire a casa Jack senza che loro fossero presenti, non più comunque, nel momento stesso in cui se ne andarono chiamai Jack e gli dissi di venire da me.

E lui così fece – e senza la paura che i miei genitori irrompessero nella mia stanza, pomiciammo abbastanza a lungo, finché Jack non si staccò dalle mie labbra e sospirò.

"Ho avuto un'idea" disse, abbandonando lentamente le mie braccia. Io aggrottai le sopracciglia, ma mi misi a sedere e lo guardai.

"Che idea?" chiesi, e Jack si alzò in piedi e andò alla sua borsa, tirandone fuori una scatola. Il respiro mi si fermò in gola.

"Jack, no" dissi, alzandomi per avvicinarmi a lui, e prendendo la scatola dalla sua mano. La riprese subito.

"Perché no?"

"Come perché!" esclamai, tornandomi a sedere sul letto con una certa rabbia. "Non giocheremo ad Ouija in casa mia!"

Jack mi ignorò, si sedette sul pavimento e aprì la scatola, sistemando la plancia. Io sgranai gli occhi e corsi al suo fianco, sedendomi per terra accanto a lui. "Non si può giocare da soli!"

[COMPLETA] Baby boy (Bambino) [Traduzione italiana] | FackDove le storie prendono vita. Scoprilo ora