Eighteen

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Prese di nuovo il libro tra le mani e lesse velocemente le parole su di esso.

-Non capisco.- mormorò.
Io rimasi in silenzio, aspettando che capisse.

-Perché c'è il mio e il tuo nome? E chi cazzo è Ilaria?-

Abbassai lo sguardo quando alzò la voce.

Mi strinsi nella sua maglia larga e cercai di mettermi nell'angolo più piccolo del letto.

Lo vide aprire una pagina a caso, lesse anche quella, per un periodo che trovai infinito.
Il silenzio ci avvolgeva e il nervosismo mi stava trapassando lo stomaco.

-Ma cosa..- spalancò gli occhi chiari e io mi strinsi ancora di più in me stessa -Ryan? Baltimora? Co'è sta merda?- urlò.

Lanciò il libro per terra, si mise le mani suoi fianchi e dopo, aver fatto un giro su se stesso, puntò gli occhi nei miei.

-Che cos'è quel libro?- urlò.

-Luke.- sussurrai, sentivo gli occhi bruciarmi. Non avrebbe dovuto scoprirlo così.

-Dimmelo Hayley!- sbraitò.
Indietreggiai sul materasso, avevo paura. Erano anni che non vedevo questo lato di lui.

-Siamo noi.- urlai di rimando.
Mi alzai, mi avvicinai per affrontarlo.

Lui fece per venirmi in contro ma si allontanò, scosse la testa e calciò la sua valigia un paio di volte.
La rabbia si vedeva nel modo in cui le sue vene si gonfiavano mostruosamente.

-Hayley, cristo.- disse, si piegò, riprese il libro tra le dita -Pensavo di valere di più che qualche pagina di un libro.-

Disse solo quello, e il tono che usò mi fece cadere il cuore alla base dello stomaco. Come avevo potuto fargli una cosa del genere?
I suoi in quel momento non me lo sarei mai scordati, la delusione oltrepassava le sue iridi facendo male.
Alla fine, noi eravamo plasmati dal dolore. Pensai di essere stata creata per provare e ricevere dolore, perché gli occhi di Luke, erano così sconosciuti in quel momento.
Iniziai a piangere, lui mi guardò, posò il libro sulla scrivania e uscì dalla stanza sbattendo la porta.

Mi sedetti sul letto e piansi ancora.

Sperai con tutta me stessa che mia madre non si fosse accorta del rumore del mio cuore caduto a pezzi.

Ovviamente, non potevo odiare Luke. Se fossi stata io al posto suo avrei fatto di peggio, in quel momento mi resi conto di quando potessi amarlo anche quando era incazzato con me.

Rannicchiai il mio corpo contro il materasso, sperando di scomparire tra le lenzuola. 

Avevo sempre giudicato le persone che facevano del male. Ma io ero la prima tra quelle.

Avevo odiato così tanto le persone come, me.

Quanta gente avevo fatto soffrire? 

Subito dopo me stessa c'era Luke, il ragazzo a cui avevo dato tutta la colpa del mio dolore. Il primo che forse mi ha odiato veramente ma che mi ha amato fino al suo confine.

Premetti la testa contro il cuscino, cercando di non mandare avanti la mia lista. Per quella notte mi basta Luke e il pensiero che io lo avessi lasciato.

Su quello aveva sempre avuto ragione, io me ne sono andata. Lui è venuto a cercarmi.

Strinsi gli occhi e cercai di immaginarlo steso vicino a me, non volevo perderlo, e quando ho raccontato ad Ilaria la nostra storia non pensavo che ci saremo rincontrati. 

Quando avevo conosciuto Ilaria ero disperata, e avevo trovato un modo per liberarmi dal mio dolore. Raccontarlo a qualcun'altro, per qualche giorno funzionò, poi capì che non ne sarei mai uscita.

Disconnect 2Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora