trentasette

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Dopo aver letto, si alzò di scatto dal tavolo, buttando velocemente il telefono nella borsa. "Devo andare, scusami" balbettò impacciata, nel panico, corse via sotto le grida di Francesco. Lasciò tutto li, tutto ciò che aveva comprato, e anche lui. Rimase lì da solo, senza capire cosa diavolo stesse succedendo. Si portò le mani nei capelli, confuso, tirando un sospiro scocciato. La chiamò, una volta, due, e ancora tre. Chiamò poi clarissa, ma nemmeno lei si degnò di rispondere.

Le due intanto, si trovavano a casa di Ava, che si sfogava nelle braccia della sua migliore amica. "Perché devono essere così dannatamente cattive?" Mugugnò tra le lacrime, si riferiva a tutti i commenti cattivi che aveva ricevuto sotto quel posto e sul suo profilo. Era aumentata di follower, e con loro era stata sommersa da insulti e minacce di morte. "È così che funziona il mondo dello spettacolo, Ava" le accarezzò dolcemente la schiena.

L'altra sbuffò, asciugandosi le guance con le mani. "Allora non ne voglio fare parte, non più" strillò, afferrando il proprio telefono. Clarissa provò a fermarla, strappandoglielo di mano, intuendo cosa volesse fare. "Aspetta! Che diavolo vuoi far-"

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