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Non è che Minho si aspettasse che tutto tornasse come una volta tra lui e Jisung dopo quel discorso, quando era molto ovvio che il ragazzo dai capelli blu fosse ancora molto diffidente nei suoi confronti.
Eppure, allo stesso tempo, la sua completa assenza faceva un po' male, se doveva essere onesto.

Soprattutto con il fatto che Minho fosse un anno più grande, a scuola, non era così sorprendente che non avesse avuto molte occasioni di incontrare il più giovane, e ad un certo punto, questa era diventata una fonte di delusione.

Non è che si fosse pentito di averlo conosciuto, eppure il fatto che ora si trovasse nella situazione di sentire la sua mancanza, non gli stava molto bene.
Non erano nemmeno così vicini agli occhi degli altri, e dopotutto, non lo erano.

Durante le ultime settimane Minho aveva notato Seungmin chiacchierare con lui prima di pranzo e tra una lezione e l'altra. Ma mai una volta Jisung aveva più messo piede nel loro appartamento.

Tutte le sue cose erano ancora sparse in giro, impolverate per essere state dimenticate lì.
Anche se aveva pensato che Seungmin ne avesse prese alcune e le avesse portate al suo migliore amico ad un certo punto; sia perché lo aveva colto sul fatto, sia perchè aveva individuato degli spazi vuoti.
Sapendo per esperienza quanta roba Jisung possedesse, era assolutamente impossibile che non mancasse nulla.

Anche questo lo aveva portato a chiedersi se avesse davvero sbagliato così tanto per indurre Jisung ad evitarlo fino a quel punto. Di nuovo quella sensazione spiacevole.

Ma dopo alcuni giorni, lo spazio vuoto lasciato nella sua stanza veniva spesso occupato dai gatti, a cui prima che Jisung ci mettesse piede, non era permesso entrare e tanto meno trascorrerci la maggior parte delle loro giornate.
Forse anche a quelle palline soffici mancava la sua presenza.

Era quasi uno spettacolo deprimente vedere Minho disconnesso, lo sguardo posato sul materasso ancora intatto, usato solo dai suoi gatti, chiedendosi se valesse la pena fare uno sforzo per ristabilirne il divieto.

Tecnicamente, se Jisung avesse deciso di tornare, sarebbe stato sufficiente per risolvere il problema.
Soprattutto perché per quanto i suoi gatti amassero il ragazzo, ubbidivano al loro padrone meglio di chiunque e sarebbero tornati a dormire nel soggiorno, dove stavano prima.

Ultimamente era stato anche stesso lui a chiamarli per fargli compagnia la notte.
Beh, ormai sarebbe stato decisamente inutile rispettare le regole che aveva stabilito una volta, prima di Jisung.

'Jisung', lo stesso nome che ora lampeggiava sul telefono di Minho facendolo squillare.

Il suo pollice toccò il tasto per rispondere prima che il suo cervello riuscisse a collegare ciò che stava accadendo davanti ai suoi occhi.
Non un solo pensiero attraversò la sua mente mentre si portava il telefono all'orecchio.

"Hey?" Chiese Minho, cercando di riconnettersi alla realtà dalla quale si era spesso trovato distaccato in quegli ultimi giorni.

"Hey, ciao!" Con sua sorpresa, Jisung sembrava molto energico, quasi di fretta.

"Cosa- stai bene?" Chiese esitante il corvino. Sicuramente era un evento raro ricevere una chiamata da Han Jisung.

"Oh sì, giusto, probabilmente dovrei spiegarti perché ti ho chiamato dopo essere sparito, vero..." Il più giovane ridacchiò come se la realizzazione si fosse stabilizzata solo ora.

"Giusto.." mormorò Minho, la sua mente già correva attraverso centinaia di scenari dietro le ragioni di questa chiamata.

"Quindi, uhm, non ... non credo che ti arrabbieresti per qualcosa del genere, ma ti chiederò comunque di non farlo e ti prego, aiutami?"

"Uh sì, strana richiesta ma okay- stai bene? Posso venirti a prendere?" Il più grande inconsciamente già si guardava intorno cercando di raccogliere mentalmente ciò di cui avrebbe avuto bisogno per uscire di casa.

"Voglio dire sì, tecnicamente sì, ma! Non è niente di brutto, lo giuro. Quindi dovrei dirlo e basta. Uh allora, ero in giro perché Felix era fuori ed ero annoiato, e così ho trovato un piccolo gattino che piangeva e miagolava in un cespuglio e non ho idea di cosa dovrei farci?" Jisung si affrettò a dare la spiegazione, sospirando anche alla fine.

"Questo è tutto?" Chiese Minho con una mano sul petto cercando di calmare il battito irregolare. "Uh sì! Te l'avevo detto che non era niente di brutto, quindi potresti aiutarmi?"

"Sì, esco di casa adesso, inviami la posizione." Borbottò mentre infilava le scarpe con le chiavi già in mano.

"Perché non sento miagolare?" Minho aggiunse mentre si muoveva.

"Oh, il gattino si è addormentato qualche minuto fa, ma sembra essere in brutte condizioni dato che trema molto, ma non ho nemmeno idea di come dovrebbero essere i gattini randagi molto piccoli e in salute." Jisung ragionò, cercando di trovare una logica in quello che tentava di spiegare.

"Va bene, tienilo al caldo, nel frattempo chiamo il veterinario dal quale vado di solito. Va bene se starai da solo per un po'?"

"Oh sì, non preoccuparti per me, sto bene." Minho voleva ridere a quell'affermazione, come se non si stesse preoccupando per lui già da settimane, eppure rimase in silenzio mentre Jisung riattaccava.

L'unico pensiero che apparentemente nessuno dei due aveva preso in considerazione, sia quando Jisung aveva chiamato il più grande, sia quando Minho aveva immediatamente accettato di aiutarlo, era che dovevano incontrarsi faccia a faccia per salvare il gattino randagio.
E non era poi così catastrofico, ma il piccolo salto che il cuore di Jisung fece alla vista di Minho, era probabilmente prevedibile. Dopo tutto, quello era lo stesso ragazzo a cui aveva accidentalmente confessato la sua cotta, e al momento la cosiddetta cotta stava rapidamente camminando verso di lui.

La sua mente in preda al panico per il gattino, non lo aveva preparato alla vista del ragazzo che gli si avvicinava con una coperta e una bottiglia d'acqua tra le mani.

In pochi secondi il più grande stava raccogliendo il gattino sotto la coperta senza nemmeno guardarlo, forse non era l'unico in preda al panico attualmente.

"Pronto ad andare?" Jisung si limitò ad annuire senza parole alzandosi e sistemandosi i pantaloni, seguendo il maggiore verso la sua macchina.

Dio se gli era mancato Minho.

s t r a n o; 𝕄𝕚𝕟𝕤𝕦𝕟𝕘Where stories live. Discover now