➸𝑪apitolo uno

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Camilla Leclerc

Nella vita ci sono sicuramente più momenti bassi che alti. Infondo cinque anni di scientifico mi avevano aperto la mente a filosofie che, seppur complicate da studiare, hanno saputo descrivere appieno dei momenti della mia vita.

« Quando ci siamo noi, la morte non c'è. Quando la morte c'è non ci siamo noi »

Diceva Epicuro riguardo la morte, eppure se questo poteva calmare l'animo di mio padre su quel letto d'ospedale, non calmava il mio animo specialmente quando il cielo potette contare un angelo in più.

« Ai lutti succedono presto o tardi eventi lieti, è legge della vita »

Diceva invece Calvino, eppure io attendevo quel momento con ansia senza venir mai ripagata della mia attesa. Certo, le soddisfazioni dei miei fratelli mi avevano donato gioia, eppure nulla aveva colpito me in prima persona.

Non ho mai capito cos'è l'amore, non vanto molte amicizie poiché spesso venivo avvicinata da persona attratte solo dal mio cognome e non ho mai trovato il mio scopo nella vita.

Proprio per questo avevo deciso di rompere gli schemi della mia quotidianità, accompagnando per un anno mio fratello maggiore, Charles, a tutti i gp del suo campionato così da non restare con le mani in mano nel mio anno sabbatico.

Ho sempre avuto più legame con mio fratello gemello, Arthur, ma la vicinanza con lui a lungo andare sarebbe divenuta deleteria per la mia persona. Arthur aveva una strada, seppur la stessa di Charles. Arthur non eccelleva nello studio, ma già da età minore aveva intrapreso il suo percorso. Arthur aveva un'amorevole fidanzata, Carla, che si era dimostrata la sua metà mancante. Il paragone quindi mi abbatteva emotivamente e psicologicamente, seppur il bene che provassi per mio fratello cercava di far sfumare questo degrado.

Seguire Charles invece mi avrebbe aiutato a cambiare aria, cambiare abitudini e magari avrebbe potuto aiutarmi nella scelta che riguardava il mio futuro prossimo.

"Farai la brava, promesso?"

Pascale, mia madre, ancora non riusciva ad accettare che la sua unica bimba, la sua piccola, avrebbe lasciato anche ella il nido che a fatica aveva costruito e mantenuto.

"Si mamma, te l'ho detto"

Un ultimo abbraccio, un ultimo bacio e finalmente riesco a prendere posto nella macchina di Lorenzo. Quest'ultimo avrebbe accompagnato me e mio fratello all'aeroporto dove ad aspettarci c'era tutto il team ferrari. Saremmo partita alla volta di Barcellona dove sarebbero avvenuti i test di inizio stagione.

"Milla non far dannare Charles ti prego"

Lorenzo ha sempre tutelato tutti noi, prendendo il posto della figura paterna all'interno delle nostre vite. Ci ha cresciuti e ci ha resi quello che oggi siamo.

"Mi avete presa per una terrorista?"

"Ma no chèri!"

Charles subito cerca di placare il mio scatto nei confronti di Lorenzo. Eppure lui è l'unico che non ha mai affrontato le mie crisi adolescenziali e quindi l'unico a non essere consapevole di quanto la mia ira sia esplosiva e la mia indole a mettermi nei guai prorompente.

Sul Jet privato firmato Ferrari faccio la conoscenza di Andrea, grande amico e personal trainer di mio fratello e quella di Carlos. Spagnolo di nascita e pilota della rossa, con una grande capacità espansiva che mi ha portato a godermi le ore di viaggio che separano l'italia dalla catalogna.

"E quindi sai che ha detto Lando?"

Scuoto la testa in senso negativo mentre scendiamo le scalette che ci porteranno all'uscita dell'aereo.

"Io sono un lago!"

Rido ormai da così tanto che il dolore alla mascella non sembra volersi più attenuare. Carlos, a differenza di mio fratello, mi ha tenuto compagnia tutto il tempo. Il bell'addormentato ha perfino il segno del sedile ancora visibile sul volto che ha cercato di coprire con degli occhiali da sole Rayban.

"Lo dovresti conoscere Lando, vi assomigliate tantissimo"

Mi fa poi sapere lo spagnolo con quel suo accento fin troppo marcato. Mi sono sempre chiesta se anche io quando sfoggiavo una lingua diversa avessi tanti residui francesi.

"Non iniziare a spingere mia sorella verso dei ragazzi, Carlos!"

"Cabron, ho detto solo che di assomigliano mica che si devono sposare e avere tre figli"

Quest'immagine inorridisce mio fratello che lo palesa attraverso una mimica facciale schifata.

"Ci manca solo che passi il natale in Inghilterra a bere il the alle cinque con la regina"

"Ti ricordo che di single ci sono solo Lando e Hamilton. Entrambi inglesi, però Lewis potrebbe essere suo padre"

Subito decido di intromettermi in questo discorso, dato che sembra che i due si siano dimenticati di star parlando di me davanti a me.

"Non ho intenzione di fidanzarmi con nessun inglese. Se fosse stato argentino ci avrei fatto un pensierino, però"

Schiaccio un occhiolino verso Carlos che ride per questa mia provocazione, mentre Charles capendo l' allusione è pronto a fare una scenata di gelosia tipica di un fratello maggiore iperprotettivo.

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