➸𝑪apitolo sei

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Lando Norris

Il risveglio accanto a quella divinità mi piace fin troppo. Mi piace così tanto che rimango a contemplare quei tratti degni di una femme fatale, che in poco mi hanno incuriosito così tanto da volerli scoprire tutti, nei loro minimi dettagli.

Noto con piacere che anch'ella è già sveglia, ma avendo probabilmente percepito il mio sguardo addosso tenta, in maniera blanda, di fingere di essere ancora in fase di sonnolenza.

"Mi affascina sapere che le tue difese si attivano già dalla mattina"

Le dico mentre con una mano vado a sfiorare quei suoi fianchi disegnati probabilmente dalla perfezione celata nella mani di pochi. Probabilmente solo Michelangelo sarebbe stato capace di scoprire con così tanta minuzia questo corpo.

"Non sempre, solitamente non ne ho bisogno"

"Quindi mi ritieni valido dei tuoi giochetti?"

Il suo sorriso a malapena accennato è la conferma che a parole non avrò mai il piacere di avere. Probabilmente non saprei nemmeno reagire se mi venisse detto da quelle labbra così succulenti. Se accadesse probabilmente l'eccitazione che già provo quando mi è vicina, aumenterebbe al suo stato animale e non mi permetterebbe più di fermarmi dal farla mia in ogni attimo disponibile.

Per fortuna questa mia voglia di lei viene soddisfatta, come se percepisse i miei pensieri. Si sposta con velocità sul mio bacino dandomi il buongiorno più intenso che abbia mai avuto nei ventuno anni di vita già trascorsi.

La prendo con possessivita, con desiderio e soprattutto con soddisfazione. Ha la capacità di rimanerti in testa in pochi secondi, rimanendo un indelebile livello da superare. Dopo di lei sarebbe impossibile provare più piacere o avvicinarsi soltanto alla soglia da lei impostata.

Ti rovina la vita, perché cercherai per sempre qualcosa che le somigli ma che mai troverai.

"Cosa dirai a tuo fratello?"

Dopo quella sessione di passione, ci spostiamo dal letto per godere della colazione portata in camera. Una brioche a crema, anche su questo doveva somigliarmi. Mi spaventa incontrare una persona così simile a me, senza che sia stata influenzata dalle mie preferenze. Spesso ho conosciuto donne, ragazze che cercavano di piacermi tramite le informazioni che si possono trovare in rete sul mio conto.

Capisco che questa domanda è quasi un offesa alla sua mente brillante proprio dal mondo inarca le sue adorabili sopracciglia curate con perfezione.

"Stai tranquillo, Norris. Nemmeno io voglio che si sappia di questa cosa"

"Questa cosa? Dammi un nome per questa cosa"

Voglio sentirle dire qualcosa che non mi dirà. Voglio che ammetta di essersi fatta trascinare da me in questa passione, voglio che ammetta di essere attratta da me come io ho smesso meno di ventiquattr'ore fa.

"Ciò che è trascurabile non necessita di nome"

"Sei adorabile mentre cerchi di fare la superiore, te l'hanno mai detto? Hai le gambe che tremano, il mio odore addosso e il desiderio negli occhi. Ritenta, magari un altro potrebbe anche crederci, io no"

Si sporge verso di me, accentuando le gambe scoperte. Indossa solo la mia camicia, abbottonata con incuranza mentre come Eva che stava per afferrare il frutto proibito sfiora le mie labbra.

"Ho amato questa cosa , non ho mai conosciuto uno come te che mi prendesse così tanto. Ma rimane una cosa trascurabile che nessuno dovrà scoprire"

Infine poggia le sue labbra sulle mie, prendendo la mela senza rimorsi, senza paura di essere causa del peccato originale.

Perché era peccato quello che succedeva tra le mure della mia camera d'hotel, un peccato che non sarebbe stato concepito agli occhi degli altri e che sarebbe stata la causa della sofferenza umana. Eppure era troppo pregiata per rimanere intoccata.

"Si è fatto tardi, devo tornare in camera e tu devi andare al circuito"

Mi fa sapere, nonostante l'orologio costoso al mio polso era un'ammonizione già visibile. La lascio andare senza saluto, perché sapevo che questo sarebbe stato solo l'inizio di un qualcosa senza definizione, senta tempo e senza estensione.

Era l'inizio della storia, l'avrebbe potuto negare a morte ma sarebbe tornata alla ricerca del suo frutto proibito e io non avrei opposto resistenza, nemmeno senza tortura.

La rivedo di sfuggita nel paddock, cinque ore e sedici minuti dopo. È intenta a ridere alle battute di Carlos, sempre contenendosi. La sua risata ha una potenza esplosiva maggiore rispetto a quella che palesa, che viene limitata per darle eleganza.

"Norris smettila di guardarmi, così mi sciuperai"

La sua frecciatina è un fulmine in ciel sereno, se non avesse palesato il mio sguardo su di lei difficilmente qualcuno se ne sarebbe accorto.

Abbandona Carlos per muoversi leggiadra verso di me. Come spesso è accaduto, si accinge ad aggiustarmi il colletto della polo. Non ho mai capito perché svolgesse quest'azione dato che la fa con molta diligenza, come se fosse un azione automatica insidiata nella sua mente.

"Buona fortuna, magari riuscirai a superare perfino la Q1"

Mi schernisce, volendo nascondere l'augurio sincero posto all'inizio della frase. Ci tiene a farmi capire che cercherà anche il mio nome nello schermo dei tempi segnati e ciò mi sa una carica in più per affrontare l'imminente gara.

Poco mi importa del risultato che per oggi ho portato a casa, in quanto sono già focalizzato sul come poter avvicinare quella ragazza a me anche stasera senza però che fossi io ad andare da lei.

Una cosa che i suoi gesti e i suoi occhi mi hanno trasmesso è il bisogno di essere l'unico punto fisso delle vite delle persone. Quindi facilmente mi viene in mente di iniziare a parlare in maniera ravvicinata con Isabelle, una delle ragazze addette alle pubbliche relazioni della Mclaner.

L'ho sempre trovata una ragazza incantevole con cui scambiare qualche chiacchiera, ma mai avevo pensato di aggiustarle dietro all'orecchio una ciocca di capelli che le copriva gli occhi cerulei. Lei prende come una semplice accortezza il mio gesto, continuando a parlarmi di quello che avrei dovuto dire domani alle interviste eppure so che lo sguardo di Camille ha analizzato ogni mio piccolo gesto. Ha colto la malizia nel modo in cui i miei occhi incontrano quelli della giovane ragazza, di come il mio sguardo casualmente cada sulle sue labbra.

Non c'è bisogno di ipotizzare una sua reazione in quanto quest'ultima avviene in poco tempo. Avviene con urgenza ed ira celata con l'acidità del suo tono.

"Norris"

"Piccola Leclerc, sono impegnato. Parliamo dopo"

Potrebbe uscirle il fumo dalle orecchie se fosse un personaggio di qualche cartone. Essere messa in pausa per dare la precedenza ad altro, ad un altra, punge il suo orgoglio nella parte più viva. Nella parte più intima, quella probabilmente più fragile.

Fin da subito si era capito che questo gioco di potere sarebbe stato come una partita per la sopravvivenza. Una partita che accettava colpi bassi e bluff di qualsiasi maniera.

Tutto mi sarei aspettato da lei dopo questa mia mossa, ma mai di ritrovarla nuda pronta ad aspettarmi nella mia stanza.

➸ Wildest Dreams || Lando NorrisDove le storie prendono vita. Scoprilo ora