➸𝑪apitolo due

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Camilla Leclerc

Una settimana era volata all'insegna di ciò che aveva contraddistinto i romanzi di Lewis Carrol. Il nosense di Alice nel paese delle meraviglie era nulla a confronto della pazzia dei giovani piloti. Personalità eccentriche, timide, caotiche accomunate dalla stessa passione: i motori.

Avevo avuto modo di conoscere Oscar e la sua infinita dolcezza, con cui avevo stretto fin da subito un ottimo legame facilitati anche dal fatto che fossimo più o meno coetanei.

Avevo conosciuto Alex e George, un duo dall'inverosimile comicità che con aneddoti del passato e scherzi del presente avevano trascinato perfino me nei loro misfatti.

Avevo avuto modo di conoscere i più anziani della line 2022, trovando anche con loro una cerca affinità, seppur relegata a conversazioni brevi e occasionali.

E poi ho avuto modo di conoscere il famoso Lando Norris, di cui tanto mi aveva parlato Carlos. Avrei voluto continuare a conoscerlo solo attraverso i ricordi dello spagnolo poiché la realtà era molto distante da quella disegnata da Carlos.

Arrogante provocatore, narcisista di prima categoria e con il bisogno ossessivo di avere sempre l'ultima parola. La cosa che più mi urtava era che probabilmente chiunque avrebbe descritto anche me con queste identiche parole.

A causa del fatto che tutti fossero fidanzati, ci siamo ritrovati nelle varie cene e nelle varie uscite a condividere il ruolo di candela. Quindi spesso, lasciati soli dalle coppie intente ad amoreggiare, abbiamo condiviso i nostri spazi vitali arrivando a litigare ogni istante in cui ciò fosse possibile.

"Baby eccoti"

Neanche a farlo apposta, nell'unica passeggiata nel paddock che mi ero concessa incontro proprio l'inglesino da quattro soldi. Vanta sul suo volto scolpito, seppur con tratti ancora acerbi, un sorriso malizioso che anticipa le sue provocazioni.

"Norris ma quale sfortuna incontrarti anche oggi"

Il ragazzo, che veniva dalla parte opposta alla mia, decide di affiancarmi proseguendo con me il giro nel paddock.

"So che aspetti solo di vedermi"

"Nei tuoi sogni magari"

Dal suo volto capisco che quello che sta per dire urterà altamente il mio sistema nervoso, ma la curiosità di sapere cosa si è inventato oggi per infastidirmi prevale.

"Nei miei sogni siamo in un letto, tu sopra di me e mi chiami perfino Daddy con quel tuo fastidioso accento francese"

La curiosità porta alla morte, qualcuno diceva e mai prima d'ora mi sono sentita così d'accordo con codesta frase. Le mie guance prendono un vivido colore rosso, dovuto alla rabbia mista all'imbarazzo.

"Norris io ti do tre secondi di vantaggio. Uno, due..."

Già al due il ragazzo aveva intuito le mie intenzioni e, capendo la serietà delle mie parole, ha iniziato a correre scontrandosi con diverse persone alternando dei permesso ai dei scusami.

Mi passa per la testa di non seguirlo, eppure la soddisfazione di tirargli un ceffone è così alta da portare una persona pigra come me a correre.

"Ehi mate dove scappi?"

Lando interrompe la sua corsa a causa di Carlos che lo placa con una mano sulla spalla. Nulla può più l'inglese contro la mia ira funesta, dovendo subire due o tre buffi dietro la testa. Per terminare l'opera di infastidirlo gli rubo anche il capellino arancione che appoggio con enfasi sul mio capo rigorosamente al contrario.

"Da lei scappavo"

Acidamente risponde all'amico, avendo perso a causa della sua interruzione.

"Camilla quando ti avevo detto che eravate simili non immaginavo che condividevate anche gli stessi problemi mentali"

In simbiosi io e Lando alziamo il terzo dito delle nostre mani destre, fortificando un velo di malizia negli occhi dello spagnolo. Quest'ultimo, poi, ritorna ai suoi doveri allontanandosi mentre ripete questi due finiranno insieme.

"Vedi? Lo dice anche Carlos che staremmo bene insieme, se poi non ti piace stare sopra si può sempre invert-"

Sta volta non gli permetto di concludere un affermazione sconcio in quanto il mio palmo della mano si scontra con una certa urgenza sul suo bicipite. Che poi a farmi male sono stata io a causa della durezza del suo muscolo e non lui, rimarrà una soddisfazione che mai gli farò sapere.

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