➸𝑪apitolo venticinque

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Camille Leclerc

"Allora lui sta ancora dormendo. Gli ho staccato la sveglia così da evitare qualsiasi problema"

Mi sono affidata al piano proposto da Max, non avendo idee migliori. Lui fingerà di essere andato a comprare la colazione e, sbadato com'è, fingerà di aver dimenticato le chiavi.

Chiamerà così il pilota di formula uno, che probabilmente scazzato verrà ad aprire la porta trovando me. La fantasia manca, l'originalità anche, ma non fa nulla perché è il meglio che le nostre due menti hanno partorito.

"Vai, it's your moment to shine babe"

Mi spinge verso il portone di casa, mentre avvia la chiamata. L'inglese ci mette qualche secondo a rispondere e io ne approfitto per sistemarmi i capelli. Avrò una faccia da paura dopo aver passato una notte insonne, ma al momento non è l'importante.

Sento dei passi percorrere le scale vicino alla porta, fino a quando quest'ultima non viene spalancata. Lando non è nemmeno girato verso l'uscita, dando direttamente le spalle ad essa.

"Sei il solito mongoloide"

Fai due passi verso il salone, sapendo per certo che io sia il suo amico e che lo stia seguendo.

"Idiota che ci fai ancora fermo l-"

Finalmente si gira nella mia direzione, trovandomi sull'uscio con l'aria da cane bastonato.

"Camille"

Il mio nome interno in bocca sua non ci deve stare più. Sembra così serio, così inadeguato per il rapporto che abbiamo. Avevamo, mi correggo.

I suoi occhi perlustrano la mia figura come se essa fosse un'apparizione. Almeno gli ho ricambiato il favore di fargli venire uno spavento comparendo dal nulla.

"So che non mi vuoi nemmeno ascoltare, che ho sbagliato. Ma ho bisogno di dirti quando mi dispiac-"

Non termino nemmeno la frase che me lo ritrovo ad un centimetro dal mio volto, più sveglio che mai.

"Stai zitta e baciami"

Rimango sorpresa da questa sua affermazione, ma non me lo faccio sicuramente ripetere una seconda volta alzandomi sulle punta in modo da far collidere le nostre labbra. Le sue mani arpionano i miei fianchi, avvicinandomi ancora di più al suo corpo.

Il bacio sembra durare un infinità, e vorrei che fosse possibile, ma ad un certo punto la mancanza d'ossigeno ci porta a staccarci. Appena riapro gli occhi mi scontro con i suoi, capendo di essere davvero fottuta. La mancanza di quelle iridi è stata così devastante che solo adesso che le ho davanti mi sento di essere tornata vivere.

Il momento dei chiarimenti viene rimandato a causa della passione che ci travolge in un istante. Ci ritroviamo senza sapere il come o il quando sul suo letto.

Seduta a cavalcioni sul suo bacino, venero il suo petto marmoreo con baci e morsetti, decidendo poi di percorrerlo con la lingua. Mi fermo all'estremità del suo pantalone della tuta, che abbasso con una velocità disseminate. I miei occhi ritrovano i suoi e lui mi incita a prendere in bocca la sua lunghezza ormai scoperta.

I suoi gemiti mi fanno intuire di star facendo un ottimo lavoro, anche se ad un certo punto è lui a dettare il ritmo spingendo a suo piacimento la mia testa. Glielo contendo senza fare opposizione, anche se in altri momenti avrei goduto perdere tempo per vederlo spazientire, per vederlo implorare.

Quando percepisce di star per venire, mi chiede il consenso di potermi venire in bocca.

Appena il suo petto rimprende ad alzarsi a abbassarsi in modo regolare, arriva definitivamente il suo momento di prendere il controllo il momento.

Con la testa tra le mie gambe decide di vendicarsi delle mie azioni passate, perdendo tempo a baciare l'interno coscia senza mai avvicinarsi al mio centro di piacere.

"Lando"

Il mio tono esce sotto forma di supplica, a causa dell'eccitazione crescente che richiede di essere soddisfatta al più presto.

"Mi dispiace, sweetheart. Se volevi le cose semplici andavi dal tuo Logan"

Era ovvio che lanciasse questa frecciatina, ero sicura come la morte che avrebbe approfittato del primo momento utile per metterlo in mezzo.

"Ti prego"

"Cosi già mi piaci di più"

Adora come me avere il potere nelle mani, la situazione sotto controllo quindi la mia preghiera è sicuramente di suo gradimento.

Finalmente la sua lingua va a sfiorare con esperienza il mio punto sensibile, dando inizio ad una serie di gemiti a suo parere "melodiosi". Poco gli ci vuole per aumentare il mio piacere immettendo in me un suo dito, che va a toccare da subito i miei punti preferiti che ormai l'inglese sembra sapere a memoria.

Percepisce il momento esatto in cui mi sto per sciogliere tra i suoi tocchi, interrompendo il tutto proprio in quella istante facendomi lamentare.

"Non preoccuparti, sweetheart, saprò farti venire ancora meglio"

La sua promessa è di per sé una certezza, dato che sono consapevole quanto sia effettivamente bravo a letto.

Senza aspettare un secondo, prendendomi anche alla sprovvista, entra in me con una spinta veloce e poderosa. Gli vado incontro anche se non c'è ne il bisogno, visto che detta un ritmo molto serrato che mi toglie il respiro. Riesco solo a ripete il suo nome tra un gemito e l'altro, dimenticando tutto il resto.

"Questo Logan non lo può fare"

Ritorna nuovamente il suo rancore, che per quanto è permaloso so per certo che tornerà almeno altre dieci volte in questa mattinata, ma non mi importa. Andando contro qualsiasi aspettativa, fuoriesce dalla mia bocca una frase che mai avrei pensato di dire in vita mia.

"Solo tua Lando"

Perché nonostante tutto so che solo sua potrei esserle. È l'unico che è riuscito ad abbattere la maggior parte dei miei muri, facendo breccia nel mio cuore che nemmeno pensavo più di possedere.

➸ Wildest Dreams || Lando NorrisDove le storie prendono vita. Scoprilo ora