➸𝑪apitolo trentatré

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Camille Leclerc

"Vi prego, state attenti o vi spacco"

I due alla fine hanno trovato un accordo che giova solo al loro favore. Rapiscono quindi Herve, con la promessa di riportarmelo sano e salvo. Ho paura? Si. Non posso oppormi? Esattamente.

Ho quest'ansia di separarmi dal piccolo, evitando anche di godermi la mia adolescenza pur di non staccarmi nemmeno un attimo da lui.

Però gli occhioni dolci di due delle mie persone preferite, Max e Arthur, mi ha convinto a fidarmi almeno un pochino.

Quindi gironzolo senza meta, o meglio con una che però è troppo rischiosa. Vorrei andare a salutare Oscar e Lily, ma ho così paura di rivedere Lando che sto tergiversando già da dieci minuti davanti al box McLaren. Poi alla fine prendo coraggio ed entro, infondo io e Lando non siamo in cattivi rapporti, è solo scomparso dopo la nascita di Hervè.

"Quando nascerà..."

Lascio in sospeso la frase, avendo paura a porgere la fatidica domanda. Lando è diventato il mio cuscino, mentre mi accarezza con dolcezza i capelli. Siamo solo al terzo mese, parlare di futuro sembra quasi troppo presto eppure ho bisogno di arrivare preparata a quel momento.

"Vuoi davvero saperlo, Cami?"

È come se volesse proteggermi da lui, dalle sue parole che mi spezzeranno il cuore. Ho bisogno di sapere, eppure per sta volta decido di godermi il presente sperando che il futuro non arrivi mai.

"C'è tempo per parlarne, magari la prossima volta"

"Camilla"

Lily mi viene incontro, stringendomi in un dolce abbraccio. Mi afferra la mano facendomi fare una piroetta su me stessa.

"Sei proprio una stronza, dopo il parto sei ancora più bella"

Sorrido a questo suo complimento spontaneo, non potendo far altro che ricambiare.

"Tu sei bellissima sempre, pensa un po'"

Non è forzato il mio apprezzamento, non sarei capace di mentire. Lei è bellissima, non una di quelle che apprezzi solo per il fisico. Ha un volto angelico, che si oppone al mio più duro e definito.

"Ho sempre pensato che tu fossi una femme fatale"

Lando sta provando a cucinare qualcosa per noi due, senza permettermi di aiutarlo. Quindi sono seduta sullo sgabello mentre lo guardo aggiungere cose a caso alla pasta.

"In che senso"

"Ti guardo e penso che potresti distruggermi con la tua bellezza. Potresti farmi fare qualsiasi cosa tu voglia"

"Vieni, andiamo da Oscar non vedeva l'ora di vedervi"

"Allora rimarrà deluso, hanno già rapito Hervè"

Mi concede una risata, mentre mi fa strada verso la stanza riservata al suo ragazzo. Dovrebbe starsi allenando, eppure non si pone il problema di interromperlo.

Quando spalanca la porta, la stanza è vuota. Sto per dirle di non preoccuparsi, che ripasserò un'altra volta ma lei mi trascina con sé in un'altra sala.

Una strana sensazione d'ansia mi fa capire che lì dentro non c'è solo Oscar, ma decido non oppormi nemmeno sta volta.

Ci troviamo in una specie di salotto, dove un tavolo pieno di carte regna al centro della stanza.

Attorno ad esso ci sono Lando, ovviamente c'è anche lui, Oscar e il team principal intenti a chiacchierare di cose apparentemente frivole.

"Le interviste le farete separat- Lily, ciao"

Il capo è il primo a notarci, attirando su di noi lo sguardo degli altri due ragazzi. I nostri occhi si mescolano inevitabilmente, facendomi rabbrividire. La mancanza che provavo senza nemmeno saperlo, scompare lasciando il mio corpo in uno stato di pace e tranquillità.

"Tu mi calmi, solo quando sto con te mi sento in pace con il mondo"

Chissà se prova ancora queste sensazioni, a distanza di mesi.

"CAMILLINA"

Oscar mi viene incontro sollevandomi da terra. Io scoppio a ridere godendomi questo attimo di euforia, sapendo che quando mi lascerà dovrò affrontare la situazione tesa che si sta creando.

Non nomina il piccolo, perché Lando è con noi e non vuole creare situazioni difficili.

"Come stai? Vi dispiace se ci andiamo a prendere un caffè?"

"Non preoccuparti Oscar, Lando perché non vai anche tu?"

Perché caro team principal, di cui trascureremo il nome visto che la mia memoria non è un granché, non ti fai gli affari tuoi?

Mi basta guardare Lando per capire che anche lui pensa lo stesso, ma si sente inconsciamente obbligato ad accettare.

In silenzio ci spostiamo nel primo bar che ci capita sottomano e qualcuno li in alto mi odia poiché proprio in quel momento mi arriva la chiamata di Max, una videochiamata per l'esattezza.

"Mami, guarda che bello che è teddy B?"

La chiamata si apre con Arthur con in braccio mio figlio, mentre il piccolino indossa un cappellino McLaren.

"Come il papi"

Il cappellino di Lando, che gli va enorme ma che lo rende ai miei occhi ancora più incantevole. Ovviamente questa chiamata attira gli sguardi dei tre e la coppietta è la prima a fiondarsi dietro le mie spalle per spiare il piccolo.

Lando invece sembra essere congelato sul posto, con lo sguardo basso e l'aria di qualcuno che non sa nemmeno dove si trova.

Il mio cuore perde un battito e il mio sguardo si concentra su di lui, capace di farmi distrarre anche dal piccolo H. Certe volte il fato è bastardo, perché ti mette in situazioni dove tutto sembra perdere valore.

Però qualcosa si accende in quel momento, non so perché dal suo stato di estraniamento Lando decide di alzare i suoi occhi proprio verso la mia figura.

Non so perché leggo nei suoi occhi un qualcosa di diverso dall'ultima volta e, forse in un momento di follia, decido di passargli il mio telefono che lui accetta con una strana e nuova sicurezza.

Max rimane sorpreso, lo si capisce dal tono che utilizza per chiamare l'amico.

"Lando, guarda ti somiglia"

➸ Wildest Dreams || Lando NorrisDove le storie prendono vita. Scoprilo ora