➸𝑪apitolo quarantotto

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Camille Leclerc

Nuova settimana, nuovo Gp. Sta volta si vola in Canada, o meglio i piloti volano lì, mentre io e il piccolo Hervè ci accontenteremo di rimanere a casa a guardarli.

Lando mi ha promesso di chiamarmi appena sarà arrivato in hotel, ma ciò che mi sorprende è vedere il mio telefono squillare così presto. Infatti a chiamarmi non è l'inglese, ma il purosangue spagnolo Carlos.

Mi manda in confusione questa situazione, sapere di piacere a Carlos è qualcosa che non avevo preventivato. Non ho mai speso più di un minuto a rifletterci su seriamente, per questo non ho mai davvero realizzato i suoi sentimenti.

Dovrà starci malissimo, specialmente si starà facendo divorare dai sensi di colpa dovuti dal tradimento nei confronti del suo migliore amico.

Non so cosa pensa realmente Lando a proposito, certo è emersa la gelosia, ma chissà se ha qualche tipo di sentimento contrastante.

Nel dubbio, accetto la chiamata cessando di pensare troppo. Hervè dorme beatamente tra le mie braccia quando il volto di Carlos compare nel mio campo visivo.

Gli basta muovere di poco la telecamera per farmi capire in che stato è: senza maglia, probabilmente appena uscito dalla doccia.

È un bellissimo spettacolo, non si può negare che lo spagnolo sia un uomo affascinante.

"Estrellina"

"Carlosito"

I nostri occhi si cercano anche attraverso lo schermo, ma i suoi vengono attirati dal neonato tra le mie braccia.

"Già dorme?"

"Qui sono le tre di pomeriggio, sai che a quest'ora fa il suo pisolino. Voi siete arrivati?"

La mia è una domanda stupida e circonstanziale poiché è ovvio che siamo già arrivati in Canada.

"Mhmh si, già si sente la tua mancanza. Non vedo l'ora che Teddy B cresca così che possiate girarci intorno tutto il tempo"

"Mi manchi anche tu, lo sai chili?"

Un silenzio cala in quel momento, come se avessimo bisogno entrambi di riflettere per qualche instante.

"È troppo difficile per me"

Ammette poi, sospirando in modo quasi rumoroso.

"Lo è anche per me, te lo assicuro."

"Dovrei starti lontano, ma non ci riesco. Mi sento un grandissimo coglione perché più ti guardo, più mi sento perso. Vorrei poter cancellare i sentimenti per te, perché mi sento soffocare. Penso a te, poi penso a Lando e ritorno su di te. Mi sembra di star impazzendo"

"Carlos..."

"Senti devo andare, ci sentiamo"

Alla velocità della luce il mio schermo torna ad essere nero, non permettendomi nemmeno di concludere il discorso.

Che merda di situazione.

Per distrarmi decido di tornare a pulire la casa, così che almeno impegno questo tempo in qualcosa di produttivo.

Mi sento stralunata, so di star ferendo Carlos ma proprio non riesco a non pensare a Lando. Lando oltre ad essere la persona migliore per me è anche quella per Hervè. Non posso più prendere decisioni affrettate ora che c'è anche in ballo la vita e la serenità del mio piccolo.

Dato che dopo un'ora Lando ancora mi ha scritto, decido di perdere un po' di tempo sui social. Non lo avessi mai fatto. Nella home di Twitter noto un tendenza un nome che mi attrae come miele per le api.

n1 Lando Norris

Clicco quindi, vedendo apparire sullo schermo del mio iphone milioni di twit.

Lando ma se il bambino è di Camille, perché stai con Magui?

Ma quella non è la stessa Magui che ha tradito più volte Joao Felix?

Ditemi che è uno scherzo. La ragazza dell'altra volta, la gatta morta, ha invaso la mia home con delle foto che avrei preferito non vedere.

Lei che gli tocca il petto, loro due che parlano fitti fitti nel motorhome. Insomma proprio l'ideale per la relazione in bilico che abbiamo io e il pilota inglese.

Corro a comporre il suo numero, sperando di avere delle delucidazioni nel giro di dieci secondi. Non voglio correre a idee sbagliate, ma non posso negare che questa situazione mi sta agitando fin troppo.

"Lan?"

"Baby, stavo per chiamarti"

"Immagino guarda"

Qualche secondo di silenzio, probabilmente si starà chiedendo perché il mio tono è così aggressivo.

"Che succede?"

Lo sento camminare, come se si stesse allentando da dove si trovava per poter avere privacy per parlare.

"Tu e Magui"

"Te l'ho detto, lavoriamo insieme."

"E perché ci sono foto dappertutto dove state ad un millimetro di distanza"

"Sei mica gelosa?"

Il suo tono rimane rilassato e, anzi, inizia anche a ridere non tenendo conto che per me questa situazione è più seria che mai.

"Lando fai il serio"

"Stavamo parlando di lavoro"

Continua a sostenere, ma risulta fin troppo strano ai miei occhi che non stia aggiungendo dettagli per rendersi più credibile ai miei occhi.

"Si si, come no"

"Cami, dovresti fidarti di me"

Ora percepisco molta delusione, ma non riesco ad andare oltre la mia rabbia.

"Ma se tu vedessi delle foto del genere con me, non daresti di matto?

"Ti ricordo che non dico nulla di te e Carlos, perché dovresti dire qualcosa su me e Magui?"

"Ma io con Carlos non ci provo e nemmeno lui lo fa. Questa chi la conosce? Solo tu. L'ho vista come ti mangiava con gli occhi"

"Stai diventando paranoica"

Mi avverte per mettere fine a questa discussione ai suoi occhi ridicola.

"Ora sono anche paranoica, perfetto. Senti, torna a fare la coppietta con quella. Ciao"

Stacco ancora prima di sentirlo salutare a sua volta, fin troppo infastidito dalla sua indifferenza. Avrei voluto sentirlo consolarmi, invece ho ottenuto solo un'arrabbiatura.

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