23.

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THRID DAY

Mia's point of view

Il mattino seguente era il penultimo giorno di quella meravigliosa avventura, mi svegliai con un gran mal di testa.
Presi il cellulare, le mie due amiche dormivano ancora come sassi e scrissi a Michael nella speranza che fosse già sveglio.

Mia:"Buongiorno, ieri sera non ti ho più scritto perchè mi sono addormetata, come va?

Nell'attesa di una risposta, mi alzai e andai a rilassarmi a rinfrescarmi un po', faceva davvero caldo a Nizza l'aria era davvero molto afosa in quel periodo.
Tolsi i miei vestiti, accorgendomi minuti dopo che mi ero addormentata con essi. L'acqua fredda che mi scorse sul viso mi donò maggiore lucidità, rischiarandomi da tutti i piensieri, anche se la mente veniva travolta da un solo punto fisso: il mancato bacio fra me e Michael. Avrei dovuto parlarne con lui, chiarire quella situazone imbarazzante che si era venuta a creare non volevo assolutamente perderlo, era entrato così all'improvviso nella mia vita e della sua presenza ne avevo fatto tesoro. Ma conteporaneamente non riuscivo a smettere di pensare al suo odore incredibilmente bello e piacevole era diverso da tutti gli altri ragazzi della mia età, lui era un uomo vero e stavo andando incontro a qualcosa di molto più grande di me.
Il cellulare vibrò ed io mi afferttai per prenderlo.

Michael:"Lo avevo capito, tranquilla. Tutto ok e con la tua gamba come va? ps:buongiorno anche a te piccola"

Sorrisi scioccamente a quel messaggio, non sapevo se Michael ne fosse rimasto turbato dalla sera precedente, dal messaggio questo non traspariva affatto ma io volevo chiarire le cose.

Mia:"Molto meglio, anzi quasi passato del tutto. Ci possiamo vedere oggi? Vorrei parlarti"

Decisi di andar subito al sodo, nonostante l'importante riunione di lavoro che avrebbe dovuto lui sostener quel pomeriggio.

Michael:"Piccola mi dispiace, oggi pomeriggio sono a quella riunione di cui ti avevo parlato, però puoi passare adesso se ti va, ti faccio venire a prendere da Travis"

Piccola?

Quel nomignolo scosse tutte le farfalle che avevo nello stomaco, non ebbi il coraggio di controllarle o contenerle, temetti di svenire da un momento all'altro. Il suo modo di fare, il suo essere così protettivo e gentile mi mandava in estasi ogni volta e poi eravamo passati da "Mia" a soltanto "Piccola", le cose si evolvevano velocemente.

Mia:"Ok fra 10 minuti sarò pronta.
A dopo"

Lui mi rispose con una faccina sorridente ed un pollice in su, mi vestì in fretta indossando semplicemente dei pantalocini e una canotta e delle infradito, un look estivo e da spiaggia.

Legai i capelli in una coda bassa e non mi truccai per niente. Dopo un po arrivò un messaggio.

Sconosciuto:"Sono Travis, ti aspetto di sotto fra 5 minuti"

Guardai un'ultima volta le mie amiche ancora nel mondo dei sogni e scrissi loro un bigliettino, con su inciso che sarei tornata presto.
Dopo esattamente cinque minuti scesi di sotto, prendendo l'ascensore e sfortunatamente incontrando qualcuno di non molto a me gradito.

Ora vi starete chiedendo, da dove è saltato fuori Chris Owell?

Be' vi dirò lo adocchiai la volta che mettemmo piede in questa città lui era con un gruppo di amici, ed io con il mio ma non sapevo alloggiassimo nello stesso Hotel.

«Chris, che ci fai qui?» odiavo le coincidenze, specialmente con persone che non gradivo.

«Sono in vacanza e tu come te la passi?» l'ascensore si chiuse e noi rimanemmo soli in quella scatola di ferro.

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