III

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Non aveva affatto esitato nell'aprire la porta.

Lo sentiva, c'era qualcosa in lui che emanava sicurezza.

«Vivi da sola?» le aveva chiesto, rendendosi conto di aver accettato senza batter ciglio quella proposta, senza porsi problemi sulle possibili conseguenze.

Tipo dei genitori, pensò.

«Sì, è un po' piccola infatti ma me la faccio bastare.» Indicò gli spazi, probabilmente un po' sacrificati.

«Vuoi qualcosa da bere?» Domandò facendo gli onori di casa.
«Guarda, so 'e sei» le indicò l'orario dallo schermo del cellulare.
«Se famo 'no spaghettino?» Domandò lui facendole spalancare gli occhi dallo stupore.
«A quest'ora?» Chiese inarcando un sopracciglio.
«Embè ? Tanto poi ci mettiamo a dormire fino a stasera no?» Disse con ovvietà.
«E famo sto spaghetto» lo scimmiottò.

«Mi vuoi dire che non hai un tavolo?» Domandò lui arricciando le labbra con le mani occupati da due piatti fumanti.
«Eh no» si grattò la nuca.
«Vabbè ho capito» Disse sedendosi sulla poltrona presente in salotto.
«Vie' qua, altrimenti poi stiamo  stretti» Disse spalancando le gambe per farle spazio.
«Come no» scosse la testa lei assecondandolo, perché se c'era una cosa di cui era sicura, era che quella poltrona potesse ospitare almeno due persone.

«Quindi com'è?» Le chiese ancora a bocca piena.
«Sei bravo sì» si girò verso di lui, posando il piatto sul tavolino accanto a loro.
« Quasi, quasi ti tengo qui per sempre» lo stuzzicò, posando la testa sulla sua spalla.
«Te piacerebbe» la prese in giro lui.
«Sei bella vera Mati'» ammise, accarezzandole i capelli.

Ed era vero.
Una bellezza impossibile da far appassire, con quel paio di gemme incastrate perfettamente negli occhi e quelle labbra che Joseph continuava a guardare ripetendosi, anche lui, non stasera.

«Ma smettila» non si oppose quando lui la fece girare completamente contro il suo corpo.
«Ma se te bacio stasera, poi domani non me voi rivede' più ve'?» Domandò tracciando i contorni delle sue labbra.
Lei indugiò con lo sguardo sui suoi occhi, per poi attirarlo a sè.
«Vediamo» lo provocò facendo sfiorare i loro nasi.
«Però forse è meglio se ci mettiamo a dormire» sciolse le sue speranze, decidendo che quella sera avrebbe patito un po' di più.
«E annamo» ammise sconsolato.

In realtà voleva dirle grazie, perché meriti di più di un bacio su una poltrona con uno sconosciuto.

E se baciarla, quella sera, fu impossibile, dormirci insieme sembrò la cosa più facile del mondo.
Due profumi un po' mescolati e delle magliette spiegazzate.

Forse lui non aveva mai stretto una vita così dolcemente come quel giorno e forse lei non si era mai sentita così protetta come per quella notte.

«Sei bello pure tu Jo'» Disse prima di addormentarsi.

E se una mano lo aveva attirato impavida a se', era stato il caso.

Oppure l'inizio di qualcosa di bello.

Un pensiero che il giorno seguente avrebbe iniziato a prendere prepotentemente piede nelle menti di entrambi

Prospettive /Holden/ Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora